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    Corso Bonsai per Principianti
1° lezione

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STILI BONSAI 
Il Bonsai, come forma d’arte della cultura giapponese, può rappresentare una vera e propria simbologia che si esprime attraverso gli stili classici, a cui si rifanno la maggior parte dei Bonsai. Di seguito troverete una  descrizione dei suddetti stili.

Eretto casuale

Eretto formale

Inclinato

Spinto dal vento

Tronco cavo

Legno nudo

A Scopa

Cascata

Prostrato

Piangente

Radici su roccia

Radici nude

Piantato sulla roccia

Literali 

Tronchi gemelli

Tre tronchi

Più tronchi

A radici comune

Gruppi o foreste

Gruppi su roccia

Paesaggi - Saikei

 

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Eretto formale

 Lo stile eretto formale presenta un tronco diritto e rami che crescono orizzontali o verso il basso. Il tronco non presenta quindi curvature ed è molto simile nella forma alle grandi conifere delle nostre alpi (abeti, larici). Tende a rappresentare alberi che crescono distanti tra loro con rami su tutti i lati e con tronco eretto o alberi cresciuti molto stretti, l'uno vicino all'altro, in continua competizione alla ricerca della luce. La forma dell'albero è triangolare e i rami sono disposti in modo regolare in tutte le direzioni, anche se preferibilmente, per finalità estetiche, non ci dovranno essere rami rivolti verso l'osservatore o, se presenti, dovranno comunque essere molto corti.

 

 

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 Eretto informale

Lo stile eretto informale presenta un tronco con curvature dolci che si ripetono più volte. I rami, via via più corti dal basso verso l'alto, crescono all'esterno del tronco. Le piante in questo stile crescono erette, con curve a destra e a sinistra e verso il davanti e il retro. Questo stile si adatta molto bene sia alle conifere che alle latifoglie, e costituisce sicuramente un buon punto di partenza per chi vuole avvicinarsi all'arte del bonsai.
L'inclinazione del tronco si ottiene mediante l'utilizzo di filo metallico, di potature o di tiranti. Dato che è lo stile più ricorrente in natura si offrono infinite possibilità per la linea del tronco. 

L'unico condizionamento è che i rami dovrebbero preferibilmente crescere sulla parte esterna delle curve.

 

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Stile a Scopa 

 Così denominato perchi assomiglia ad una scopa rovesciata. Possiamo pensarlo come una variante dello stile eretto da cui eredita il tronco principale diritto, che si dirama in una serie di rami che crescono con un angolo abbastanza stretto rispetto alla verticale. Questi rami si dividono in rami secondari sempre più piccoli con lo stesso andamento di quelli principali proprio come la saggina usata per le scope. A differenza dello stile eretto formale, i rami si dipartono pressappoco dallo stesso punto e sono più o meno della stessa lunghezza.

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Cascata 

Lo stile cascata rappresenta una pianta che è cresciuta in condizioni molto particolari e difficili (dirupi, pareti scoscese, ecc.).
In questo stile il tronco si protrae verso il basso e presenta un tronco diritto e rami che crescono orizzontali o verso il basso. Si prestano bene a questo stile piante come il ginepro e il pino, ma si adattano anche cotoneaster e azalee. Nei nostri boschi si possono anche trovare ottimi esemplari di larice che presentano caratteristiche naturali molto adatte a questo stile. Il ramo principale scende lungo il bordo del vaso fino ad estendersi al di sotto dello stesso. Tuttavia nella variante chiamata gaito-kengai un tronco viene portato verso l'alto ed un ramo forma la cascata.
Si rende quindi necessario l'utilizzo di vasi più alti di quelli tradizionali e di tavolini Con il termine kengai si indicano quegli alberi il cui apice ricade verso il basso dal bordo del vaso. Con han-kengai quelli il cui apice pur scendendo non oltrepassa il livello del vaso. Con ito-kengai quelli in cui più di un ramo forma la cascata.

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Tronco inclinato 

 Questo stile può avere prerogative analoghe a quelle descritte negli stili precedenti, deve essere però caratterizzato da un’evidente inclinazione del tronco. L’apice spostato lateralmente, rispetto alla base, produce una sensazione di movimento, mentre la presenza di grosse radici, che crescono contrapponendosi all’inclinazione, dà stabilità al bonsai. Questa forma si ritrova in natura, per esempio in alberi costretti a crescere in questo modo per cercare la luce. Altri esempi si possono riscontrare in alberi che sono stati inclinati da eventi naturali, come frane o venti particolarmente forti.

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Tronco avvolto

Questo stile rappresenta, con i contorcimenti del fusto principale, quegli alberi che hanno subito forti condizionamenti ambientali, ma continuano a sopravvivere ad essi. Forte esposizione ai raggi solari, pressione prolungata di un manto nevoso, forti turbinii di vento sono i responsabili di queste pittoresche forme.

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Tronco Scavato 

Questo stile, abbastanza singolare e realizzato tipicamente con le caducifoglie e che a prima vista sembra solo derivato dalla manipolazione umana, rappresenta invece quel tipo di alberi che per loro sfortuna hanno perso un intero lato della loro struttura. La parte morta con il passare del tempo secca e si deteriora; deteriorandosi marcisce e si sfalda lasciando posto ad una cavità all'interno di una struttura di fibre vive che continuano a sostenere e a nutrire i rimanenti rami che costituiscono la chioma. É realizzabile scavando con una sgorbia il tronco di quei soggetti che hanno già una chioma sbilanciata e quindi difficilmente utilizzabili in altro modo. Una altra via, un po più drastica, é quella di asportare metà dell'albero in senso longitudinale per poi svuotarne il tronco.

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Tronco alla Deriva 
 


Questo pittoresco nome è la traduzione dall'inglese driftwood, termine che gli americani hanno a loro volta tradotto dal giapponese.
È un albero che presenta essenzialmente una gran parte di legno secco e sbiancato, proprio come il legno alla deriva lavorato dai flutti e sbiancato dalla salsedine, soprattutto nella parte basale del tronco. È un bonsai di grande effetto scenico, sia per il contrasto del bianco della ceppaia con il verde della chioma che la sormonta, sia per il messaggio di albero vissuto tenacemente contro le avversità della natura che lo hanno così forgiato.

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Tronco a Spirale 


 La vena di corteccia che si avvolge a spirale irregolare sulla
struttura portante ormai secca e sbiancata del legno caratterizza questo stile. Tipica forma dei ginepri di alta montagna o di quelli delle scogliere battute dal vento.

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Stile su roccia 

Lo stile su roccia rappresenta un albero che, nato vicino ad una piccola roccia o sopra di essa, ha imbrigliato con le sue radici la roccia stessa, facendola diventare parte integrante dell'albero.

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Stile Literati 
 

Lo stile literati, così denominato dalla traduzione literaty = erudito, era lo stile amato dalla gente di cultura, come pittori, poeti, dotti, letterati. L'albero viene rappresentato nei suoi elementi essenziali, in poche parole é la traduzione in materiale vivente di quell'esile albero, o meglio dell'idea di albero che troviamo nelle antiche pitture giapponesi.

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Stile aggrappato alla roccia  

Quando la roccia é così grande da divenire il punto focale della composizione, l'albero è piantato su di essa o si protende verso l'esterno da un anfratto della medesima. Come ci suggerisce il nome stesso, questo albero vive aggrappato alla roccia. La roccia offre un anfratto, una concavità o una fessura dove vengono ospitate le radici proprio come accade in natura. 

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Stile a vento  

Se agli stili eretti o inclinati forziamo la crescita dei rami tutti in una stessa direzione, otteniamo lo stile a vento. Questo stile caratterizza l'albero che vive nella particolare situazione dell'essere continuamente colpito dal vento. Un chiaro esempio è dato dall'albero che si trova su di una scogliera: tutti i rami che si trovano nella scia del vento riescono a sopravvivere o comunque si modellano secondo quella linea; i rami che crescono contro vento vengono inevitabilmente frenati nella crescita o strappati. Uno stile inclinato posto sotto vento dovrà dunque avere il ramo principale dalla stessa parte dell’inclinazione dell'albero che si protende nella direzione del vento.

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Stile Zattera

Quando tutti i fusti sono uniti da una stessa radice, la forestina prende il nome di zattera. L'analogia con la zattera che ha i tronchi in qualche modo legati tra loro, è evidente. Anche in questo caso valgono le regole viste precedentemente in fatto di proporzioni degli alberi ed aspetto scenografico. Questa forestina si può realizzare con un albero coricato, dove il tronco fungerà da radice principale che collega tra loro i vari fusti (gli ex rami). Altra tecnica è quella di sfruttare una radice pollonata: si sfruttano i polloni per formare i vari fusti.

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Stile Madre - Figlio 
 

Così chiamato perchi composto da due soggetti con le stesse sinuosità e andamento di crescita, uno più grande e uno più piccolo che danno l'idea di una madre che tiene vicino a se il figlio.
La base dei due tronchi è molto ravvicinata e certe volte pur essere la stessa. In questo secondo caso ciò é realizzato piantando i soggetti così vicini che dopo qualche anno si fondono alla base. Altra tecnica per ottenere ciò, è quella di sfruttare un pollone alla base per costruire il soggetto più piccolo (il figlio).

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Boschetto  

Se mettiamo assieme più alberi tra loro, otteniamo delle forestine o composizioni di alberi di gruppo. Queste composizioni, a parte lo stile madre-figlio composto da due soggetti, di solito comprendono un numero di elementi dispari, da gruppi a numero ristretto, ad esempio tre, cinque o sette elementi o da gruppi consistenti in più di venti elementi. Vale la pena ricordare che pur capitare che il numero di soggetti in una forestina sia pari, ad esempio sei; sarà ben difficile trovarne una con quattro elementi!

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Stile piangente

Così chiamato perché, come indica il nome, ha i rami che ricadono in giù. Per formare un bonsai in questo stile è bene usare piante che già in natura abbiano questa conformazione. Il glicine non deve essere preso in considerazione, perché sono i fiori che sono spioventi e non i rami. Viceversa, per impostare un bonsai in questo stile è necessario che siano i rami a ricadere e non i fiori o il fogliame. Stile molto indicato per i tamerice.

 

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CORSO BONSAI PER PRINCIPIANTI   

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Terreno e concimazione

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