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    Corso Bonsai per Principianti
4° lezione

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Preparazione del Vaso

Il primo passo da compiere, nell'invasare una pianta per bonsai, è di scegliere il contenitore adatto a dimensioni, stile e specie dell'albero. Bisogna poi preparare il vaso ad accogliere adeguatamente la pianta, un buon vaso per bonsai ha ampi fori di drenaggio per consentire all'acqua di defluire liberamente; questi devono essere schermati in modo tale da impedire che, assieme all'acqua, defluisca anche parte del terriccio. II vecchio sistema di coprirli con pezzi di vasi rotti non è idoneo al bonsai poiché i cocci, sarebbero troppo ingombranti nei bassi contenitori, e potrebbero venire inavvertitamente spostati, sistemando le radici nel vaso. La soluzione più comune è di assicurare su ogni foro un quadratino di rete vinilica, fissandolo con delle “mollette” che vi costruirete torcendo dei segmenti di filo di ferro. Se i fori sono rotondi, le mollette verranno assicurate su lati opposti del foro; se sono rettangolari, sistematele diagonalmente, altrimenti potrebbero scivolare fuori posto. Un errore, piuttosto diffuso, è quello di cercare di risparmiare tempo, coprendo di rete l'intero fondo del vaso: le radici s’ingarbuglierebbero nella rete causando danni e difficoltà al momento del rinvaso.

Inserimento del filo di ancoraggio È consigliabile ancorare sempre la pianta al vaso. Ciò è indispensabile con i sempreverdi: la fitta chioma oppone resistenza al vento e la pianta può venire scossa notevolmente. Anche le piante appena rinvasate, che non hanno avuto ancora il tempo di riformare la zolla, sono molto vulnerabili se non vengono assicurate al vaso. Il metodo più semplice di ancoraggio è di far scorrere un unico filo metallico sotto il vaso e attraverso i fori di drenaggio: le estremità del filo vengono attorcigliate insieme, sul retro della pianta, dopo aver sistemato la zolla nel vaso. Più è grande il vaso e più fili saranno necessari, per esempio, sia davanti che dietro la pianta.

. 1 Tagliate un filo metallico e formare un anello alle due estremità, lasciando coda. La distanza tra gli anelli diametro del foro di drenaggio
2 Tagliate quadratini di rete vinilica di misura adatta a coprire i fori di drenaggio. Ritagliatene tanti quanti sono i fori.
3 Appoggiate un quadratino di rete contro un foro, all'interno del vaso. Tenendo fermo il quadratino con un dito, capovolgete il vaso e spingete attraverso il foro i due estremi della molletta metallica, ripiegandoli. 4 Tagliate un lungo pezzo di filo metallico.Spingetene un’estremità attraverso un foro di drenaggio periferico e fatelo scorrere sotto il vaso. Passatelo di nuovo all'interno attraverso un foro sul lato opposto.

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Rinvaso del Bonsai

Di solito, all'atto del trapianto si rimette l'albero nel contenitore originale, dopo averlo ripulito. Per prima cosa, dovete raschiare il terriccio rimasto con una spazzola dura, se questo non sarà sufficiente, strofinatelo bene con acqua e pochissimo detersivo.

Terriccio  Essenziale è che il terriccio abbia un buon drenaggio ma che, nello stesso tempo, mantenga l'umidità necessaria alle radici. Un terriccio sciolto e leggero mantiene l'umidità e permette una buona ventilazione, facendo circolare l'ossigeno e di conseguenza respirare le radici.

Da consigliare 3 tipi di terriccio:

Terra base o terriccio universale: una parte di argilla, due parti di torba di sfagno,due parti di ghiaietto di pomice.

Terriccio con forte drenaggio: una parte di argilla, una parte di torba di sfango tre parti di ghiaietto di pomice.

Terreno non calcareo (ericaceo): una parte di argilla, tre parti di torba di sfango, una parte di ghiaietto di pomice.

Queste composte funzionano bene se impiegate per gli alberi e arbusti adatti. Non contengono fertilizzanti che possono essere aggiunti dopo che la pianta ha attecchito. Nello stadio iniziale, i fertilizzanti possono bruciare le nuove radici : è quindi consigliabile non concimare un bonsai trapiantato per 2-3 settimane dopo la ripresa vegetativa

1Preparate il vaso coprendo i fori di drenaggio con rete vinilica fissandola con filo metallico per impedire al  terriccio di uscire attraverso i fori. 2 Inserite il filo di ancoraggio, facendololo passare sotto il vaso attraverso i fori di drenaggio, lasciando due lunghe estremità per fissarle all'albero. 3 Piegate le estremità del filo di ancoraggio sopra i bordi del vaso. Cospargete uno strato uniforme di terriccio sul fondo del contenitore.

 

4 Collocate l'albero sullo strato fresco di terra  in modo do ottenere una corretta visione frontale. Ripiegate il filo di ancoraggio al di sopra della zolla e fissatelo attorcigliandolo con le pinze. 5 Aggiungete altro terriccio e distribuitelo accuratamente con un bastoncino di legno, pressandolo bene per riempire i vuotii. Continuate ad aggiungere terriccio fino al bordo del vaso. 6 Quando la terra sarà ben pressata attorno alle radici, innaffiate abbondantemente. Per completare l'operazione di rinvaso ricoprite con muschio umido la superficie.

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Fertilizzazione

La fertilizzazione è importante tanto quanto l’annaffiatura, è infatti tramite questa tecnica che forniamo alla pianta buona parte delle sostanze nutritive di cui ha bisogno, dato che le dimensioni ridotte del vaso consentono la presenza di un quantitativo limitato di terriccio

Di seguito diamo una breve indicazione delle proprietà di alcuni elementi, ricordando che esistono concimi con elementi combinati (as es: NPK) liquidi da diluire oppure concimi organici bilanciati sotto forma di cubetti, ottimi da inserire nel terriccio per affrontare l’inverno, il concime organico si scioglie con le annaffiature rilasciando gradualmente le sostanze nutritive, è il più consigliabile a tutti i neofiti.

Azoto (N): stimola la crescita e la colorazione verde del fogliame.

Fosforo (P):favorisce la crescita della vegetazione e dell'apparato radicale.

Potassio (K): permette la fotosintesi ed incrementa la resistenza agli attacchi di parassiti.

Calcio (Ca): regola la permeabilità delle membrane cellulari ed il Ph.

Magnesio (Mg): permette la fotosintesi e funge da regolarizzatore degli acidi.


Innaffiatura

L'innaffiatura è un’operazione indispensabile, la cui mancanza provoca un danno piuttosto visibile e rapido alla pianta con l’avvizzimento fogliare e di seguito dei rami più giovani, fino ad un progressivo disseccamento degli stessi se lo stato di carenza persiste al ungo.

L'eccesso di zelo nelle annaffiature d’altra parte, può portare ed effetti quali il marciume radicale ed il conseguente decesso della pianta.

La quantità d'acqua da utilizzare e le modalità di somministrazione dipendono dalla stagione, dall’essenza e dalle dimensione del vaso.

Una regola generale, è quella di spettare che il terriccio si asciughi completamente tra una annaffiatura e l'altra, questo non è però applicabile alle specie tropicali (ad ee: ficus) per le quali è suggeribile mantenere un’umidità costante.

Durante la stagione estiva, è suggeribile procedere all’irrigazione nelle ore serali, per evitare un surriscaldamento dell’acqua a contatto con le radici, mentre in inverno è consigliabile procedere nelle prime ore del mattino perché all’imbrunire l'abbassamento della temperatura farebbe gelare l'acqua.

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Parassiti

Afidi

Foglie e gemme atrofizzate sono spesso il segno della presenza di afidi. Essi vivono sulla pagina inferiore delle foglie e sui boccioli, e succhiano la linfa delle malcapitate piante. Spesso gli afidi trasmettono ai bonsai il pericolo dei virus. Ci sono molte specie differenti di afidi, le più diffuse sono: l'Afide delle serre (Aulacorthum solani) ha un colore che varia dal giallo al verde, si sviluppa sulle foglie delle piante al chiuso e durante la bella stagione anche sui bonsai all'aperto. Può essere combattuto con un insetticida oppure spruzzando sulla pianta affetta una soluzione di acqua e sapone ogni quattro giorni. Fumigando in serra a primavera è possibile ucciderne le uova; l'Afide sangigno del melo (Erisoma lanigerum) è di colore bruno, ma si ricopre quasi interamente con una sostanza lanuginosa bianca protettiva. Si sviluppa nei punti di giunzione dei rami e delle foglie, le parti colpite possono appassire o sviluppare dei tumori. Lo si può estirpare con una pinzetta o con del cotone idrofilo imbevuto di spirito, trattando poi la pianta con un insetticida; l'Afide delle radici, l'ingiallimento delle foglie e il deperimento del bonsai possono essere causati da questo afide, che vive proprio fra le radici, è di colore grigio bianco e si circonda di una sostanza lanuginosa, il trattamento raccomandato è una soluzione di metasystox versata direttamente sul terreno. 

Cociniglie

Di colore marrone, si presentano come piccoli rigonfiamenti duri ma fragili sulle foglie e sui rami. Possono essere eliminati semplicemente con una pinzetta o con le mani. 

Acari

Acari minuscoli di colore rosso o bruno che attaccano le foglie dei bonsai ricoprendole di una patina chiara, possono essere visti solo da molto vicino o osservando le foglie con una lente d'ingrandimento. Il fogliame colpito impallidisce e muore. I ragnetti rossi amano il caldo e si sviluppano specie nei periodi di siccità, una adeguata ventilazione e l'umidificazione delle piante possono dunque prevenirne la comparsa. Vanno combattuti con trattamenti insetticidi a base acaricidi, cloro-organici.

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CORSO BONSAI PER PRINCIPIANTI   

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Vasi bonsai

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