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Corso Bonsai per Principianti
2° lezione

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MATERIALE BONSAI 1°

Acquistare un bonsai

Il modo più semplice di possedere un bonsai è quello di acquistarne uno, ci sono vivai specializzati in questo settore, ma si possono trovare bonsai anche nei vivai generici e nei garden. Comprare un bonsai già fatto offre il vantaggio di una immediata gratificazione: non si deve attendere che l'albero raggiunga uno sviluppo accettabile e si evita la fatica di educarlo.

Tuttavia, esistono degli svantaggi, la maggior parte dei bonsai viene esportata dal Giappone e dalla Cina e le spese di trasporto, incidono parecchio sul prezzo finale. In alcune aree non se ne trovano facilmente, e questo comporta lunghe ricerche ed anche un bel po' di strada; innoltre la qualità può variare enormemente, alcuni esemplari venduti come bonsai sono, in realtà, semplici alberelli in vaso.

 

Raccolta di alberi selvatici

Talvolta, in natura, s’incontrano degli alberi che hanno assunto un aspetto di pianta nana a causa di avverse condizioni climatiche o ambientali e per mancanza dell'acqua e del nutrimento necessari. Anche il continuo brucare di certi animali può impedire la normale crescita di alberi selvatici (tra l'altro, questo è il corrispondente naturale della potatura bonsai).

Se trovate una pianta nana nel bosco, in alcuni casi potete trapiantarla in un contenitore. In effetti, molti tra i più bei bonsai giapponesi hanno un'origine simile. Il vantaggio principale è che la pianta può essere già abbastanza vecchia e che mostri la sua maturità nella forma del tronco e dei rami e nella consistenza della corteccia; non è semplice riprodurre queste caratteristiche di vecchiaia artificialmente. L'ovvio svantaggio sta nel tempo e nella fatica necessari a trovare una pianta simile e nel dover chiedere, comunque, il permesso per impadronirsene, al proprietario del terreno dove cresce.

In alcune zone, la rimozione di piante vive dal loro habitat naturale è proibita dalla legge. Inoltre, non tutti i periodi dell'anno sono adatti al trapianto, si può trapiantare un albero soltanto nel periodo della dormienza, in genere, il momento migliore è alla fine inverno,­ inizio primavera, prima dell'apertura delle gemme. Questo fattore si aggiunge ai problemi di ricerca e trasporto di un esemplare adatto, per esempio in zone montagnose o con forte vegetazione.  

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MATERIALE BONSAI 2°


Creare un bonsai da piante di vivaio

Questo è sicuramente il metodo più semplice ed è più consigliato per procurarsi una pianta da lavorare. Il materiale acquistato in vivaio, ha di solito una serie di caratteristiche positive, che lo fa preferire a quello proveniente da altre fonti. Queste positività sono: la possibilità di trovare un’ampia gamma di soggetti differenti, sia come specie, sia come forma, sia come dimensioni. La certezza di un pane radicale ben sviluppato e ricco, che comporta quindi un attecchimento pressoché sicuro; la possibilità di acquistare, durante tutto l'anno, materiale coltivato in fitocelle di plastica, senza aspettare la primavera o l’autunno, per zollare l'albero. 
Come scegliamo l'albero? Nella scelta del soggetto, dobbiamo porre particolare attenzione alla zona del colletto, dove le radici ed il tronco si raccordano, pertanto: frughiamo con le dita, spostando un po' di terra se necessario, per capire dove si dipartono esattamente le radici. Verifichiamo che il soggetto abbia una buona disposizione dei rami in tutte le direzioni, ed il tronco ed i rami stessi, non presentino internodi troppo lunghi e cilindrici. Se il soggetto si può estrarre senza danno dal contenitore, verificare lo stato e la consistenza delle radici, per avere qualche informazione in più, sulle potenzialità dello stesso. Il pane radicale di un albero che vive in vaso da almeno un anno non si sfalda, le radici, infatti, sono giunte alla periferia e lo trattengono completamente; al contrario, se si sfalda, l’albero probabilmente è colpito da marciume radicale o ci sono gallerie provocate da ospiti indesiderati, come larve, formiche o altro. 
Infine, sono importanti: l'aspetto sano del tronco e rami, ed il bel colore delle foglie. 

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MATERIALE BONSAI 3°

La talea

La talea è una porzione di ramo al quale si fanno emettere le radici, con questo metodo si possono ottenere tante copie uguali, con le stesse caratteristiche dalla pianta madre. 

Le talee sono generalmente di due tipi, legnose e semilegnose.    
Le talee legnose si eseguono in primavera con porzioni di ramo che abbia lignificato durante la stagione vegetativa precedente. Le talee semilegnose, dalla consistenza poco più che erbacea, si eseguono invece durante la stagione vegetativa, di solito dopo il gran caldo estivo, quando la pianta riprende i suoi ritmi di produzione degli zuccheri.

Per evitare un’eccessiva evaporazione dalle foglie, è necessario ridurne di circa un terzo la superficie. 
Come si esegue la talea? Le talee legnose si raccolgono durante l'inverno o in ogni caso, prima che avvenga il risveglio delle gemme. Si esegue un taglio obliquo alla loro base, per far sì che la superficie delle fibre predisposte alla radicazione, sia maggiore. Le talee vengono quindi poste in una cassetta a distanza regolare con il taglio obliquo della base posto verso il basso.

Un terriccio composto per la maggior parte da sabbia, è un buon substrato, per le nostre talee.

Il grado di umidità del terreno e dell'aria è importante, la parte aerea della talea tende a disidratarsi facilmente e la parte immersa nel terreno, non avendo ancora le radici che assorbono acqua, non è ancora efficiente.

Per quel che riguarda le talee erbacee, il procedimento è lo stesso necessitano però di una porzione di foglia, per il processo della fotosintesi.

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MATERIALE BONSAI 4°

  Coltivazione da seme 

Costruire un bonsai partendo da seme è il metodo più lungo, ed è consigliato solo per essenze non reperibili in vivaio. È sicuramente sconsigliato al principiante che vuole avere risultati e soddisfazioni in tempi brevi.

S’inizia con la raccolta dei semi maturi della varietà da trattare, si mantengono stratificati in sabbia o in bustine di carta. Circa quattro settimane prima di seminarli, i semi vengono posti in frigo (normale frigo domestico, temperatura 3-6 gradì centigradi) perché sentano l'effetto inverno. L'effetto inverno è indispensabile per alcuni semi, ad esempio quelli delle piante delle nostre latitudini, perché altrimenti ben difficilmente germoglierebbero, i semi vengono quindi posti in una seminiera. Uno dei vantaggi di questo metodo è che si ha sotto controllo, la crescita della pianta sin da giovane e gli interventi di potatura, saranno meno drastici

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MATERIALE BONSAI 5°

 

La margotta

La margotta consiste nel far produrre ad una porzione di ramo, le radici, per ottenere un nuovo soggetto. A differenza della talea che comporta la separazione del ramo dalla pianta madre, la margotta rimane attaccata all'albero durante tutto il periodo di formazione delle radici. Va eseguita quando la pianta è in pieno regime di produzione di zuccheri, nel nord d'Italia ottimo è il mese di maggio. Tre o quattro mesi sono il termine minimo, in genere, per produrre le radici nelle latifoglie; le conifere necessitano di tempi più lunghi che possono arrivare anche a due anni.

Come si esegue? Il ramo su cui operare può essere quello di una qualsiasi pianta o di un bonsai. Si asporta un anello di corteccia alto due centimetri circa nel punto in cui si vogliono ottenere le radici. L'anello scortecciato viene ricoperto da muschio umido e il tutto viene racchiuso e tenuto assieme da un foglio di plastica chiuso accuratamente sopra e sotto, con una salda legatura. L'analogia con la talea è evidente; nella margotta abbiamo le condizioni ideali per la radicazione nella regione del ramo scorticata; l'afflusso della linfa grezza è assicurata dai canali interni al legno che sono rimasti intatti. La verifica della presenza delle radici si compie senza disfare il pacchetto e la mancanza d’umidità all'interno può significare che le radici si sono già sviluppate e stanno assorbendo l'acqua trattenuta dal muschio. Alcune volte la presenza delle radici nel pacchetto è percettibile anche al tatto.   ____________________________________

 

MATERIALE BONSAI 6°

 

Propaggine

 Una variante della talea e della margotta è la propaggine, lo scopo anche in questo caso è di far radicare un ramo.

Operativamente consiste nell'abbassare un ramo sino a terra, incidere o spelare il ramo nel punto dove si desiderano le radici e sotterrarne la porzione; la parte sotto terra produrrà nuove radici. Questo metodo molto facile è del resto naturale per arbusti a carattere strisciante che emettono radici dai rami che toccano terra.


Innesto


La tecnica dell'innesto è quella che permette di far vivere una porzione di pianta la marza, prelevata da un albero donatore del quale si vogliono riprodurre le caratteristiche, su di un soggetto ricevente, detto portainnesto.

In pratica il portainnesto offre il piede e l'apparato radicale mentre la marza offre la parte aerea, portainnesto e marza diventano un tutto unico quando le due parti si sono saldate. Tra marza e portainnesto ci deve essere affinità perché l'innesto possa attecchire; un buon livello d’affinità si raggiunge tra piante della stessa famiglia e stessa sottofamiglia. L'innesto deve essere eseguito il più basso possibile, affinché l'eventuale rigonfiamento prodotto dalle cellule di cicatrizzazione non stoni sul fusto.

Questa tecnica viene usata quando non è possibile riprodurre una varietà in modo più semplice quale talea, seme o altro.  

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CORSO BONSAI PER PRINCIPIANTI   

Cos'e' un bonsai

Attrezzi

Creare su roccia

Fisiologia delle piante

Glossario

Terreno e concimazione

Annaffiatura

Il bonsai e la luna

Vasi bonsai

Manifesto corso Bonsai 2004

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